È senza dubbio l'appuntamento più atteso e imponente della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: dal 13 al 22 febbraio sul palcoscenico della Fondazione ligure andrà in scena una nuova produzione di Tristan und Isolde di Richard Wagner, uno dei titoli più influenti del repertorio occidentale.
Capolavoro che inaugura una nuova concezione del dramma musicale, Tristan und Isolde sarà diretto da Donato Renzetti, con la regia di Laurence Dale, le scene e i costumi di Gary McCann, le luci di John Bishop e i video di Leandro Summo. Interpreti vocali Tilmann Unger (Tristan), Evgeny Stavinsky (König Marke), Marjorie Owens (Isolde), Nicolò Ceriani (Kurwenal), Saverio Fiore (Melot), Daniela Barcellona (Brangäne), Andrea Schifaudo (Ein Seemann / Ein Hirt), Matteo Peirone (Ein Steuermann). Ci sono poi naturalmente l'Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Carlo Felice (maestro del coro Claudio Marino Moretti). Il calendario dettagliato prevede il debutto venerdì 13 febbraio alle ore 18.30 (Turno A), quindi repliche domenica 15 febbraio ore 15.00 (Turno C), venerdì 20 febbraio ore 18.30 (Turno B) e domenica 22 febbraio ore 15.00 (Turno F).
«La produzione di Tristan und Isolde – dichiara il sovrintendente Michele Galli – rappresenta una tappa centrale del percorso artistico del Teatro Carlo Felice. Questo capolavoro costituisce un'esperienza musicale senza precedenti, capace di dissolvere il tempo e di avvolgere l'ascoltatore in un flusso sonoro continuo. Wagner scrive qui la partitura più radicale del suo tempo, mettendo in scena l'amore come abisso, mistero e destino. È inoltre coerente con la tematica dei Naviganti, sottesa alla programmazione: figure in viaggio, sospese tra partenza e approdo, tra mondo reale e tensione verso l'assoluto. Nessun altro titolo wagneriano incarna con pari forza l'idea del navigare come condizione esistenziale, del mare come spazio simbolico, della traversata come destino».
La storia di Tristano e Isotta attraversa secoli di riscritture trovando in Wagner una delle sue interpretazioni più radicali perché dal poema cavalleresco di Gottfried von Strassburg si arriva a un libretto che provoca le consuetudini sociali fino a trattare l'amore come desiderio latente e inconfessabile. Nell'opera è forte e simbolica anche la dimensione marina che fa del Tristan und Isolde il titolo centrale della stagione "naviganti" del teatro genovese che si rispecchia in una trama fatta anche di mare, di viaggio e di orizzonti instabili, di polarità come quella tra giorno (la realtà e le convenzioni) e notte (l'autenticità, l'unione in un amore assoluto che non trova compimento nella vita). A questa visione drammaturgica corrisponde una partitura rivoluzionaria, densa di cromatismo, dilaniata dall'assenza di risoluzioni armoniche: Dal Preludio alla Trasfigurazione, lungo un arco musicale di oltre quattro ore, si dipana un flusso interiore che culmina nell'estasi, mostrando Tristano e Isotta come figure senza tempo: naviganti dell'amore, del pensiero e dell'oltre, portatori di domande sul rapporto tra individuo e società, libertà e norma.
Per compagnare il pubblico in questa avventura sonora e nel segno della più ampia divulgazione e del coinvolgimento, anche per Tristan und Isolde sono in programma le introduzioni all'ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell'inizio, a cura degli allievi del Conservatorio "Niccolò Paganini".












