Domenica 14 settembre 2025 si sono svolti i mondiali Ironman uomini a Nizza.
Nizza ha ospitato l’evento più importante per il triathlon di lunghe distanze per la seconda volta dopo il 2023.
Dal 2026 si tornerà a Kona, nel formato classico, insieme alla gara femminile.Gli atleti qualificati erano 2500 circa, proveniente da ogni parte del mondo. Gli italiani al via sono stati 68.
Dei 2500 partecipanti, 57 erano i professionisti. Presenti gli ultimi 4 campioni del mondo, ovvero Kristian Blummenfelt (St. George 2021), Gustav Iden (Kona 2022), Sam Laidlow (Nizza 2023) e Patrick Lange (Kona 2024). Gli unici italiani al via della gara dei Pro sono stati Mattia Ceccarelli, qualificatosi il mese scorso a Lake Placid, e Dario Giovine. qualificatosi a Cozumel a novembre 2024.
La gara
La gara dei professionisti ha preso il via alle 7.05, le condizioni atmosferiche alla partenza erano molto favorevoli per una gara impegnativa, con il mare calmo e il cielo sereno. I primi atleti sono usciti dall’acqua dopo 45 minuti e hanno preso la bicicletta per i 180 km sulle colline dietro Nizza.
Al termine della seconda frazione, chiusa in circa 4 ore e 30 minuti, record per questo percorso, la gara è ancora aperta visto che ci sono diversi atleti molto vicini tra di loro.
La maratona prevedeva 4 giri da circa 10 km sul meraviglioso lungomare di Nizza. Nel pomeriggio un fastidioso vento da est verso ovest si è alzato, facendo faticare gli atleti nella parte di ritorno del circuito, dall’Aeroporto di Nizza alla Promenade des Anglais. La prima parte dei 42,195 km di corsa vede 5 atleti in testa a giocarsi il mondiale. Il padrone di casa Sam Laidlow, autore della frazione di bicicletta più veloce per recuperare i 2’ persi nel nuoto, il belga Marten Van Riel, sempre al comando fino a quel momento, e i tre norvegesi Kristian Blummenfelt, Gustav Iden e Casper Stornes.
Dal decimo km Blummenfelt e Iden accelerano (3’20’’ min/km) e lasciano indietro gli avversari. Si crede che il titolo si giochi tra i due amici e compagni di allenamento, ma, poco a poco, il terzo norvegese, Casper Stornes, recupera e aggancia il duo in testa.
A circa metà maratona il più giovane e meno quotato tra i tre norvegesi, lascia i compagni e continua nella sua azione molto fluida e costante.
Casper Stornes taglia il traguardo in solitaria dopo 7 ore 51 minuti e 39 secondi, dopo aver corso una maratona in 2h29’25’’! Dietro di lui arrivano Gustav Iden e Kristian Blummenfelt. Mai era accaduto che i primi tre atleti rompessero il muro delle 8 ore.
Per la prima volta a un mondiale Ironman il podio parla solo norvegese, non succedeva dal 2016, quando il podio era stato formato interamente da atleti tedeschi.
Questo podio a trazione norvegese parla di un movimento che è riferimento per i suoi metodi di allenamento all’avanguardia. Tutti guardano alla nazione scandinava come esempio di innovazione e performance. Inoltre, bisogna dire che Casper, Gustav e Kristian si allenano insieme, si supportano e si spronano da anni.
Gli italiani
Il primo italiano al traguardo è Dario Giovine, autore di una gara solida in rimonta, 27° in 8h34’36’’. Grande risultato per Dario, classe 1992, considerando che gran parte del tempo lo passa non dalla parte dell’atleta, ma del preparatore. Egli infatti allena diversi atleti e squadre di livello mondiale.
Ritirato invece Mattia Ceccarelli dopo aver chiuso le prime due frazioni con ottimi tempi. Il periodo per preparare questo evento è stato limitato. Mattia ha provato a dare tutto se stesso e non ha nulla da recriminarsi.
I non professionisti
Per quanto riguarda la gara degli atleti “normali”, si fa per dire, da segnalare alcuni connazionali che hanno ottenuto risultati degni di nota.
Il primo italiano tra i non professionisti è stato Federico Ghelli in 9h12’48’’, al sesto posto nella categoria 30-34 anni.
Dietro di lui, in 9h28’18’’, è arrivato l’Ironchef Gilberto Neirotti, autore di una gara gagliarda. Rivedremo il veronese ai mondiali Ironman 70.3 a Marbella nel mese di novembre. In bocca al lupo Gilberto!
Non si può non menzionare il secondo posto nella categoria 50-54 anni di Alessandro Tomaiuolo, veterano delle gare di triathlon sulle lunghe distanze. Alessandro, dall’alto della sua esperienza, è stato protagonista di una maratona corsa ad altissimo livello, che gli ha permesso di recuperare molte posizioni al traguardo, raggiunto in meno di dieci ore. L’atleta dello Swatt Club forse puntava alla vittoria, ma sulla sua strada si è messo Olivier Godart, autore di una prova incredibile. Siamo certi che Tomaiuolo proverà a conquistare l’agognata insalatiera nel 2026 a Kona.
Impossibile non citare, infine, Gian Marco Tironi e Guido Donà, primo e secondo della categoria 75-79 anni, poco da aggiungere, se non chapeau.
Che cosa è un Ironman?
L’Ironman è la gara di triathlon super lungo. Esso è composto da 3.8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42.195 km, ovvero una maratona, di corsa.
Che cosa è un mondiale Ironman?
Il mondiale Ironman si svolge dal 1978 con cadenza annuale. L’evento nacque combinando le tre gare più dure che si disputavano allore alle isole Hawaii: il Waikiki Roughwater Swim da 2,4 miglia, 112 miglia tra l'Around-O'ahu Bike Race e la maratona di Honolulu da 26,2 miglia. Per poter partecipare gli atleti devono qualificarsi.










