Al Festival di Sanremo 2026, tra le performance più emozionanti che hanno attraversato il palco del Teatro Ariston, spicca quella di Serena Brancale, che ha presentato il brano “Qui con me” creando una atmosfera di rara intensità emotiva.
Un’esibizione nuda, autentica, quasi confessionale.
L’artista pugliese ha scelto di abbandonare qualsiasi artificio scenico, anche estetico, per lasciare spazio alla forza delle parole, alla purezza della melodia e alla fragilità della memoria. Il risultato è stato uno dei momenti più toccanti dell’edizione 2026 del Festival.
“Qui con me” non è soltanto una canzone: è una lettera musicale dedicata alla madre scomparsa, un dialogo intimo che Serena Brancale ha deciso di condividere con milioni di spettatori.
Perché Serena Brancale ha portato “Qui con me” a Sanremo 2026?
Il brano nasce durante il tour “Anima e Core”, un periodo particolarmente intenso nella carriera dell’artista, seguito al Festival di Sanremo 2025.
Durante quei concerti, Serena racconta di aver vissuto un momento di profonda consapevolezza:
“Stavo vivendo tanta magia grazie alla musica e a tutto quello che avevo costruito. Poi mi sono fermata a pensare: l’unica persona che ha sempre voluto tutto questo per me non c’è più. Ed è mia madre.”
Da questa riflessione è nata “Qui con me”, una canzone scritta quasi come un flusso emotivo. Tuttavia, una volta completata, l’artista ha avuto difficoltà perfino a cantarla.
Le parole, troppo intime, troppo dolorose, sembravano impossibili da pronunciare ad alta voce.
A convincerla a condividere il brano è stata anche la sorella, con cui Serena ha deciso di affrontare il palco dell’Ariston.
Dopo un momento di riflessione, il messaggio è stato chiaro:
“Andiamo a Sanremo insieme.”
Qual è il significato profondo della canzone “Qui con me”?
“Qui con me” rappresenta un cerchio che si chiude e allo stesso tempo un nuovo inizio artistico.
Dopo anni di sperimentazioni musicali, contaminazioni stilistiche e ricerca sonora — dal jazz alla world music fino alle sonorità contemporanee — Serena Brancale ha scelto di tornare a una dimensione essenziale della canzone italiana.
Una melodia lineare, una struttura emotiva diretta, una voce che si espone senza difese.
L’artista stessa ha spiegato:
“Mi sono sentita più nuda di una foto in costume d’estate. Ho tolto tutti gli orpelli: il vestito, l’immagine, perfino il colore dei capelli. Volevo concentrarmi solo sulle parole e sulle note.”
Questa scelta stilistica riflette un bisogno profondo: trasformare il dolore in condivisione.
E il pubblico ha risposto con un’ondata di affetto.
Serena ha raccontato che, dopo l’esibizione della prima serata, ha percepito una sensazione precisa:
“È stato come abbracciare tutti.”
Quali artisti di Sanremo 2026 hanno colpito Serena Brancale?
L’edizione 2026 del Festival, secondo l’artista, è caratterizzata da una grande varietà di personalità musicali.
Tra i nomi che l’hanno particolarmente colpita figurano:
Sayf, per la capacità di innovare senza etichette
Arisa, per la nuova dimensione artistica e personale che porta sul palco
Levante, nella sua potente rappresentazione della maternità
Michele Bravi, con cui Serena ha condiviso un momento di forte empatia
Mara Sattei
Marco Masini e Fedez, autore insieme a Masini di un brano ricco di significato
l’iconica Patty Pravo
Secondo Serena Brancale, proprio questa pluralità di linguaggi musicali rende il Festival estremamente stimolante.
Serena Brancale si vede sul podio di Sanremo?
Alla domanda sul possibile podio del Festival, la risposta dell’artista è stata sorprendente:
“Io ho già vinto martedì.”
Il riferimento è alla prima esibizione del brano.
In quel momento, Serena Brancale ha cantato guardando negli occhi sua sorella, Direttore d' Orchestra, trasformando la performance in un gesto profondamente personale.
Per lei, quel momento ha rappresentato la vera vittoria: aver trovato il coraggio di condividere una ferita aperta davanti a milioni di persone.
Quanto conta l’esperienza live nella carriera di Serena Brancale?
L’artista ha sempre attribuito un valore fondamentale alla dimensione del live.
Dai club internazionali fino ai grandi palcoscenici, Serena Brancale ha costruito la propria identità musicale attraverso anni di concerti, jam session e sperimentazioni dal vivo.
La sua formazione è stata solida e multidisciplinare:
studi classici
violino come primo strumento
danza classica
pittura
studio della voce
Un percorso fortemente incoraggiato dalla madre, che desiderava offrirle una base culturale e artistica completa.
Proprio questa formazione permette oggi all’artista di muoversi con naturalezza tra generi diversi: pop, soul, jazz, world music e sperimentazione linguistica.
Quali influenze musicali si sentono in “Qui con me”?
Pur essendo una canzone profondamente legata alla tradizione della canzone italiana d’autore, il brano contiene diverse influenze.
Serena Brancale cita tra le sue ispirazioni musicali:
Stevie Wonder
Marvin Gaye
Aretha Franklin
la grande tradizione soul e gospel
Nel momento della scrittura, racconta di aver pensato anche a “Ancora” di Eduardo De Crescenzo, una delle ballad più intense della musica italiana.
Il risultato è una canzone che sfugge alle classificazioni rigide:
pop italiano, soul emotivo e confessione autobiografica si fondono in un unico racconto musicale.
Quanta Puglia c’è nella musica di Serena Brancale?
La risposta dell’artista è semplice: tantissima.
Anche sui palchi internazionali, Serena porta sempre con sé le proprie radici.
Uno dei ricordi più cari legati alla madre è una piccola piazza di Bari: Largo Albicocca.
Un luogo dove madre e figlia condividevano un rituale semplice e autentico: mangiare insieme un panzerotto.
Un’immagine quotidiana, quasi cinematografica, che racchiude il senso profondo della canzone.
Un momento destinato a restare nella storia del Festival
In un Festival spesso dominato da scenografie spettacolari e produzioni elaborate, “Qui con me” ha dimostrato che la musica può ancora colpire nel modo più semplice possibile: con verità e vulnerabilità.
E forse proprio per questo motivo l’esibizione di Serena Brancale all’Ariston resterà uno dei momenti più intensi di Sanremo 2026.










