L'edizione numero 117 della Milano-Sanremo è sicuramente entrata di diritto nella storia di questa gara. E se oggi possiamo dire questo è sicuramente grazie a quelli che sono stati gli attori principali di questo spettacolo che come ogni anno non smette di stupire.
Sembrava impossibile battere la bellezza della gara dello scorso anno che aveva visto Mathieu Van der Poel resistere agli attacchi sulla Cipressa prima e sul Poggio poi di Tadej Pogacar e lo aveva visto vincere poi in volata sullo stesso campione del mondo e su un monumentale Filippo Ganna che era riuscito a rientrare sui due dopo la discesa del Poggio. 
Un anno dopo ci si aspettava uno scenario simile, ma non tutto va sempre come pianificato. E se la prima parte di gara è andata come da copione, proprio poco prima di arrivare ai piedi della Cipressa una caduta sembrava aver cambiato le sorti della Classicissima di primavera. Tra i corridori finiti a terra su tutti proprio il Campione del Mondo sloveno e Wout Van Aert, quest'ultimo costretto anche al cambio bici.
Tutto a questo punto sembrava nelle mani di chi era davanti ma così non è stato. Pogacar, scortato da un lavoro sontuoso dei suoi compagni di squadra, risale in pochissimo in cima al gruppo affrontando i primi km della Cipressa a velocità impressionanti e una volta preso il comando della corsa sferra il primo attacco, quello che tutti si aspettavano. A seguirlo sono soltanto Van der Poel e Tom Pidcock, che aveva dimostrato un ottimo stato di forma vincendo pochi giorni prima la Milano-Torino. 
I tre vanno assieme anche nella discesa della Cipressa dimostrando ancora una volta di essere probabilmente i migliori discesisti del gruppo. Sul Poggio però Tadej riparte, nonostante gli evidenti segni della caduta sul fianco sinistro vuole a tutti i costi questa vittoria. Questa volta resiste solo Pidcock che resta incollato alla ruota dello sloveno fino in cima al Poggio. 
Chi conosce la storia della Classica Monumento sa che a questo punto il finale è scontato, i due se la giocheranno in volata.
Arrivati in via Roma è proprio lo sloveno a lanciarla, Pidcock esce dalla scia e prova a beffare il campione del mondo che però per mezza ruota riesce ad anticipare il britannico. 
Dietro a tutta velocità arriva un magistrale Wout Van Aert che dopo essere caduto vince in volata e si prende il terzo gradino del podio battendo in volata Mads Pedersen.
Il primo italiano è Andrea Vendrame, sesto sul traguardo. In top ten anche il solito Matteo Trentin, nono, e Edoardo Zambanini, decimo.
Pogacar vince e aggiunge un altro trofeo ad una carriera sempre più da leggenda. Se in molte altre gare ormai sappiamo già che la vittoria sarà sua la Sanremo non era una di queste e forse in fondo anche lui ne è consapevole. Sa di aver vinto una gara che non è mai scontata. Lo fa con la maglia di Campione del Mondo, impresa riuscita soltanto a Saronni, Merckx, Gimondi e Binda nella storia, l'ultimo fu proprio, 43 anni fa, Beppe Saronni nel 1983.
Pogacar, forse ora, potrà smetterla di andare ogni settimana a provare le salite e discese di Poggio e Cipressa.
Forse ora potrà guardare il calendario e concentrarsi sull'ultima conquista che manca ancora al suo palmares, la Parigi-Roubaix.
Il 12 aprile se la dovrà vedere con Van der Poel, che sicuramente dopo questa Sanremo avrà sete di vittoria.
Insomma, una Milano-Sanremo 2026 che ha rispettato le aspettative e si conferma una delle gare più belle della stagione se non la più bella. 
Photocredits : Peppe Cavaleri - LaPresse

























