L’edizione numero 123 della Parigi-Roubaix entra di diritto nella leggenda del ciclismo. In un velodromo di Roubaix ribollente di passione, Wout van Aert ha conquistato una vittoria strameritata, piegando in uno sprint a due il campione del mondo Tadej Pogačar. Una corsa folle, caratterizzata da una velocità media impressionante e continui colpi di scena, che ha visto il belga del Team Visma Lease a Bike tornare sul gradino più alto del podio in una Classica Monumento.
La cronaca della gara: una prima ora da record e il caos del pavé
La Parigi-Roubaix 2026 è partita subito fortissimo, con una prima ora di corsa volata via a quasi 54 km/h. Nonostante i ritmi forsennati, nessuna fuga è riuscita a prendere il largo prima dei settori di pavé. La corsa è esplosa non appena le ruote hanno toccato le pietre, tra cadute e una pioggia di forature che ha messo fuori gioco diversi protagonisti, costringendo agli inseguimenti anche nomi del calibro di Mads Pedersen.
Il primo momento critico per i favoriti è arrivato a 120 km dal traguardo: Tadej Pogačar è stato vittima di una foratura ed è stato costretto a correre per diversi chilometri su una bici Shimano di fortuna, prima di ricevere l'assistenza della sua ammiraglia e rientrare nel gruppo di testa poco prima del momento chiave della giornata.

Foresta di Arenberg: la sfortuna di Van der Poel e la selezione decisiva
L’ingresso nella Foresta di Arenberg ha cambiato il volto della corsa. Wout van Aert ha preso la testa del gruppo, imponendo un ritmo brutale che ha letteralmente frantumato il plotone. In questo scenario apocalittico, Mathieu van der Poel è stato colpito da una doppia foratura consecutiva, scivolando a oltre due minuti dalla testa.
Nonostante il distacco pesante, l'olandese ha iniziato una rimonta furiosa, riportandosi a ridosso dei primi. Davanti però, il duo composto da Van Aert e Pogačar ha rotto gli indugi sul settore di Auchy-lez-Orchies, involandosi verso un duello finale senza esclusione di colpi.
Il duello nel velodromo
La resa dei conti definitiva si è consumata nel leggendario Velodromo di Roubaix, teatro di una volata che mancava da cinque anni: era infatti dal trionfo di Sonny Colbrelli nel 2021 che la "Regina delle Classiche" non si decideva con uno sprint. Wout van Aert ha dimostrato una superiorità netta, bruciando sullo scatto Tadej Pogačar e mettendo il sigillo su un'edizione da record.
Questa 123ª edizione è ufficialmente entrata negli annali come la Parigi-Roubaix più veloce della storia, con una media stratosferica di quasi 49 km/h mantenuta per tutti i 258 km di gara. Un ritmo infernale che ha logorato anche i fisici più resistenti: lo stesso Pogačar, nell'intervista post-gara, ha descritto con estrema sincerità la propria stanchezza, definendo le sue gambe come "spaghetti" dopo lo sforzo estremo sul pavé.
Sul terzo gradino del podio si è invece accomodato Jasper Stuyven, capace di anticipare un eroico Van der Poel nel finale.
Dopo aver alzato al cielo l'iconica pietra del vincitore, il campione belga non ha nascosto la commozione, dedicando il trionfo a Michael Goolaerts, l'amico e compagno di squadra scomparso tragicamente proprio sul pavé della Roubaix nel 2018.
"Ho corso con due cuori: il mio e quello di Michael. Su ogni settore, specialmente nei momenti di massima sofferenza, sentivo la sua spinta. Vincere qui era un sogno che condividevamo da ragazzi; oggi quella pietra non la sollevo da solo, ma insieme a lui. Michael, questa è per te."
Filippo Ganna e gli italiani: una giornata condizionata dalla sfortuna
Per quanto riguarda i colori azzurri, la Parigi-Roubaix 2026 lascia l'amaro in bocca. Filippo Ganna era riuscito con grande determinazione a rientrare sul gruppo dei migliori dopo Arenberg, ma la sua gara è stata martoriata dalla sfortuna. Una prima foratura lo ha costretto a inseguire per chilometri e, proprio quando sembrava poter rientrare nel vivo della lotta per un piazzamento di prestigio, una caduta causata da una seconda foratura lo ha tagliato definitivamente fuori dai giochi, chiudendo al 25° posto al traguardo.
Storica impresa tra gli Under 23: Davide Donati trionfa nella Roubaix Espoirs
Se tra i professionisti l'Italia mastica amaro, il futuro del ciclismo italiano brilla grazie alla straordinaria vittoria di Davide Donati nella Parigi-Roubaix Espoirs 2026. Il giovane talento della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies ha firmato un capolavoro tattico e di potenza, imponendosi in una volata ristretta nel velodromo.
Donati ha gestito magistralmente i settori più duri, restando sempre coperto e colpendo nel momento perfetto. Questo successo conferma la crescita del vivaio azzurro e proietta Davide Donati tra i nomi più caldi per le classiche del futuro. Vincere una Roubaix Under 23 non è solo una questione di gambe, ma di carattere, e Donati oggi ha dimostrato di averne da vendere.
Risultati e Classifica Parigi-Roubaix 2026
1. Wout van Aert (Visma Lease a Bike)
2. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates)
3. Jasper Stuyven (Lidl Trek)
4. Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck)
5. Christophe Laporte (Visma-Lease a Bike)










