La corazzata non si ferma, neanche di fronte alle avversità. Nonostante stia correndo senza tre uomini, la UAE Team Emirates-XRG centra a Fermo la sua terza perla in sole otto tappe al Giro d’Italia 2026. Una gestione magistrale del finale tra i durissimi muri marchigiani ha incoronato nuovamente Jhonatan Narváez, autore di una splendida azione solitaria.
Il corridore ecuadoriano ha sferrato l'attacco decisivo sulla salita di Capodarco, a 10 chilometri dall’arrivo, staccando il compagno di fuga Andreas Leknessund (Uno-X Mobility). Narváez è volato così verso il temibile muro di Via Reputolo e verso il traguardo di Fermo, conquistando il quarto successo personale in carriera nella Corsa Rosa ed eguagliando Richard Carapaz come ecuadoriano più vincente di sempre nella storia del Giro.
La fuga decisiva era nata a 75 km dall'arrivo, prima della sequenza dei muri. Insieme a Narváez e Leknessund è evaso un monumentale Mikkel Bjerg. Il passista danese, tre volte campione del mondo a cronometro Under 23, ha tenuto in vita l'azione con un forcing costante e perentorio che ha stroncato le speranze degli inseguitori.
Giro d'Italia 2026: caos e ventagli nella prima parte di gara
La prima metà della frazione marchigiana da 156 chilometri è stata caratterizzata da una velocità folle. Con il gruppo compatto a oltre 50 km/h di media sulla pianura, ogni tentativo di fuga è stato neutralizzato. Campioni del calibro di Filippo Ganna ed Alberto Bettiol hanno provato a sganciarsi, ma hanno dovuto desistere a causa del ritmo asfissiante del plotone.
La svolta della corsa è arrivata a 75 km dal traguardo, quando forti raffiche di vento laterale hanno spezzato il gruppo in più tronconi. Nel secondo ventaglio sono rimasti intrappolati quasi tutti i big, compreso il favorito Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike). Al contrario, la Maglia Rosa guidata da Afonso Eulálio e l'australiano Jai Hindley si sono fatti trovare pronti nel primo troncone.
Mentre gli uomini della Visma | Lease a Bike faticavano per ricucire i 20 secondi di svantaggio e compattare nuovamente il gruppo dei migliori, davanti si sviluppava il contrattacco decisivo del trio Narváez, Bjerg e Leknessund. Sulla prima ascesa di Montefiore d’Aso un gruppo di trenta contrattaccanti ha provato a inseguire i tre battistrada, senza però mai riuscire a colmare il minuto di svantaggio.
Eulálio onora la Maglia Rosa, crolla Ciccone a Fermo
Sulla salita di Capodarco, esaurito lo straordinario lavoro di Bjerg (nominato all'unanimità "man of the day"), Narváez ha salutato la compagnia involandosi verso la vittoria. Alle sue spalle Andreas Leknessund ha difeso la seconda piazza, mentre il compagno di squadra Martin Tjøtta ha chiuso al terzo posto, regalando uno splendido doppio podio alla Uno-X Mobility.
Tra i big della classifica generale, la Visma ha controllato la situazione sul duro muro di Via Reputolo.
L'unico a infiammare il pubblico delle Marche è stato il leader Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), che ha attaccato in prima persona per onorare il simbolo del primato. Vingegaard ha risposto con prontezza portandosi dietro gli altri favoriti e guadagnando un paio di secondi nello sprint ristretto insieme a Hindley. I big si sono così controllati in vista del durissimo arrivo in salita di domani a Corno alle Scale.
Ordine d’Arrivo Tappa 8 Chieti-Fermo 156 km
Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG) – 3h27’26” (media 45.122 km/h)
Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) a 32″
Martin Tjøtta (Uno-X Mobility) a 42″
Classifica Generale
Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) – 34h28’42”
Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) a 3’15”
Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 3’34”
Dichiarazioni del vincitore
“Sapevamo che era una tappa adatta a me. L’abbiamo interpretata bene con i miei compagni di squadra. Penso che l’uomo del giorno sia Mikkel Bjerg. È un ragazzo che lavora tantissimo durante tutto l’anno e oggi è stato decisivo! Nel finale, quando ero da solo, contavano soltanto le gambe. Il vento contrario ha reso tutto estremamente duro. Non abbiamo mai mollato, correndo con intelligenza. È una grande vittoria, dopo la mia caduta di gennaio e dopo che qui al Giro siamo rimasti soltanto in cinque corridori. C’è una bella atmosfera nella squadra e penso che vinceremo ancora delle tappe la prossima settimana”.










