La prima stoccata, il primo assolo, la prima vittoria. Jonas Vingegaard ha scelto l'iconica salita del Blockhaus per presentarsi al Giro d’Italia 2026 e mandare un messaggio chiarissimo a tutti i rivali della classifica generale.
Un attacco fulmineo a 5,5 km dalla vetta ha inizialmente trovato la pronta – ma dispendiosa – risposta di un coraggioso Giulio Pellizzari. La fiammata si è trasformata in una splendida cavalcata solitaria quando il giovane talento marchigiano, un chilometro più tardi, è andato fuori giri a causa del ritmo infernale imposto dal danese.
L'anti-dominio di giornata è stato un solido Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), capace di salire del proprio passo con intelligenza e senza strafare, chiudendo sul traguardo a soli 13” dal capitano della Visma | Lease a Bike. Pellizzari, dopo l’enorme sforzo, è rimbalzato indietro venendo anticipato nella volata per il podio di tappa dagli australiani Jai Hindley e Ben O’Connor.
Vingegaard si prende la tappa e si dimostra il padrone virtuale della corsa, ma la Maglia Rosa resta sulle spalle di Afonso Eulálio (Bahrain Victorious). Il portoghese è stato bravissimo a gestirsi sulle pendenze del Blockhaus, chiudendo al 15° posto a 2’55” dal vincitore. Per Eulálio ci sono ancora 3’17” da amministrare prima di cedere il passo ai big, con l’obiettivo dichiarato di difendere il primato fino alla cronometro di martedì.
Giro d'Italia 2026: la cronaca della tappa del Blockhaus
Fin dal via della frazione da 245 km si era capito che l’attesa generale fosse tutta concentrata sull’ascesa finale. La fuga di giornata ha visto protagonisti Jonathan Milan (Lidl-Trek), Jardi Christiaan Van der Lee, Nickolas Zukowsky, Tim Naberman e Diego Pablo Sevilla. Il "Gigante di Buja" si è preso il traguardo volante di Venafro per la Maglia Ciclamino, lasciandosi sfilare non appena la strada ha cominciato a salire.
Dietro, la Bahrain Victorious e la Visma | Lease a Bike sono state chirurgiche nel controllare i battistrada. All'inizio del Blockhaus, il ritmo asfissiante imposto da Davide Piganzoli ha fatto vittime illustri tra gli uomini di classifica: si sono staccati in sequenza Jan Christen, Enric Mas, Lennert Van Eetvelt ed Egan Bernal, oltre alla stessa Maglia Rosa Eulálio.
L'accelerazione decisiva di Sepp Kuss ha fatto da trampolino di lancio per l'attacco di Jonas Vingegaard. Dopo il cedimento di Pellizzari, il danese ha tirato dritto fin sul traguardo, entrando nella storia del ciclismo: è il 115° corridore a vantare almeno una vittoria di tappa in tutti i tre Grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta).
Domani la carovana affronterà la temibile tappa dei muri marchigiani, proprio sulle strade di casa di Pellizzari: un terreno perfetto per i colpi di mano.
Ordine d’Arrivo Tappa 7 Formia-Blockhaus 245 km
Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) – 6h09’15” (media 39.810 km/h)
Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) a 13″
Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) a 1’02”
Classifica Generale
Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) in 30h59'23"
Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) a 3’17”
Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) a 3’34”
Le dichiarazioni del vincitore
"Oggi volevamo andare a prenderci la vittoria e sono estremamente felice di esserci riuscito. I miei compagni hanno fatto un lavoro straordinario. Abbiamo mantenuto aperte diverse opzioni, aspettando il momento giusto per attaccare. C’era un forte vento contrario, quindi è stata una salita davvero dura. Sono soddisfatto di aver recuperato terreno sulla Maglia Rosa e sui miei rivali. Felix Gall è un avversario di grande livello: sapevo che sarebbe stato uno dei più pericolosi in questo Giro d'Italia".










