Una pagina di storia del ciclismo femminile che lascia a bocca aperta. Ci sono voluti mesi per riadattarsi ai ritmi esasperati e alle velocità del gruppo moderno, ma Anna van der Breggen, a 36 anni e dopo ben tre anni di stop dall'attività agonistica, è tornata a ruggire più forte che mai.
Con una prestazione letteralmente mostruosa, la fuoriclasse olandese del Team SD Worx – Protime ha dominato l'attesissima cronoscalata del Giro d’Italia Women 2026, la Belluno-Nevegal di 12,7 chilometri. Un trionfo totale che le permette di scalzare Elisa Balsamo e di indossare nuovamente la Maglia Rosa a distanza di cinque anni dall'ultima volta.
Il capolavoro della cronoscalata Belluno-Nevegal: i distacchi tra le big
Il percorso della quarta frazione presentava una prima parte pianeggiante prima di imboccare i decisivi 7,4 chilometri di ascesa verso il Nevegal. Su questo terreno, Anna van der Breggen ha fatto una differenza abissale alla media di 24.088 km/h, rifilando distacchi pesantissimi a tutte le dirette concorrenti per il successo finale.
La campionessa del mondo della specialità, la svizzera Marlen Reusser (Movistar Team), ha dovuto cedere il passo chiudendo in seconda posizione a ben 1'04" dalla vincitrice. Ancor più staccata la grande favorita della vigilia per la conquista della classifica generale, l'olandese Demi Vollering (FDJ United – Suez), terza all'arrivo con un passivo di 1'10". Per la nuova leader della corsa, già quattro volte trionfatrice del Giro in carriera, si tratta di un ritorno regale che lancia un messaggio chiarissimo a tutta la carovana.
Strategie a confronto: la scelta dei materiali e le italiane in evidenza
La spettacolare prova contro il tempo ha scatenato la fantasia e l'ingegno dei tecnici dei vari team nella scelta dell'assetto ideale per affrontare la salita. Il gruppo si è letteralmente diviso tra chi ha preferito una configurazione puramente da crono – con telaio specifico, appendici aerodinamiche e caschi dedicati – e chi ha optato per una più leggera e tradizionale bicicletta da corsa in linea.
In questo contesto tecnologico, la migliore delle atlete italiane è stata l'ottima Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), splendida quinta al traguardo e unica tra le atlete di alta classifica ad aver scommesso sull'utilizzo della ruota lenticolare posteriore. Ha preferito invece non forzare e prendersela decisamente con comodo l'ormai ex leader Elisa Balsamo (Lidl-Trek); la piemontese si è goduta l'ultima giornata con il simbolo del primato sulle spalle affrontando la salita come una vera e propria passerella d'onore, chiudendo a oltre nove minuti di distacco.
Elisa Longo Borghini in difficoltà: da domani si attendono le Dolomiti
La nota dolente di giornata in chiave azzurra riguarda la campionessa uscente. Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) è apparsa visibilmente in difficoltà sulle pendenze del Nevegal, facendo segnare il nono tempo finale a ben 1'51" dalla scatenata battistrada. Per la campionessa piemontese si prospetta adesso un Giro d'Italia interamente da correre all'attacco.
L'occasione del riscatto potrebbe arrivare già domani nella quinta tappa, quando le atlete affronteranno il primo vero assaggio di Dolomiti nella frazione compresa tra Longarone e Santo Stefano di Cadore, un terreno ideale per i colpi di mano a lungo raggio.
Le dichiarazioni della vincitrice
"È splendido essere tornata a vestire la Maglia Rosa dopo qualche anno. È stata una performance eccellente, ed è quello per cui ho sempre lavorato fin da quando ho deciso di rimettermi in gioco. Siamo solo all’inizio del Giro e ci attendono tantissime salite nei prossimi giorni, però questo è sicuramente un bel vantaggio sulle mie dirette rivali".
Ordine d'Arrivo Tappa 4 Belluno-Nevegal 12,7 km
Anna Van der Breggen (Team SD Worx – Protime) – 31’38”
Marlen Reusser (Movistar Team) a 1’04”
Demi Vollering (FDJ United – Suez) a 1’10”
Classifica Generale
Anna Van der Breggen (Team SD Worx – Protime) – 11h31’32”
Marlen Reusser (Movistar Team) a 1’04”
Demi Vollering (FDJ United – Suez) a 1’10”










