Il 1 febbraio alle ore 15.00 è ufficialmente iniziato il Carnevale di Viareggio 2026 con il primo Corso Mascherato, svoltosi sui Viali a Mare.
Ad aprire la sfilata, come da tradizione, la maschera di Burlamacco, simbolo storico dell’evento, accompagnata dai mastodontici carri in cartapesta realizzati dai vari artisti.
Nato nel 1873, il Carnevale di Viareggio si conferma anno dopo anno tra gli eventi carnevaleschi più celebri a livello internazionale, grazie alla creatività e all’estro dei maestri cartapestai che trasformano la cartapesta in opere effimere di straordinario valore artistico.
Anche quest’anno, la manifestazione ha offerto al pubblico numerosi temi di attualità, spaziando dal sociale alla pace, dalla satira alla politica, elementi da sempre centrali nella tradizione viareggina. Tra i protagonisti della sfilata si sono distinti i carri di prima e seconda categoria, seguiti dai gruppi mascherati e dalle maschere singole. La sfilata ha richiamato migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. Tra le autorità presenti, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani che ha sottolineato l’importanza dell’evento, definendolo un momento di orgoglio per la regione e un’occasione di forte valore sociale e culturale.
I carri: tra satira, fiaba e attualità
Satira politica, riferimenti fiabeschi e grandi temi dell’attualità: i carri di prima e seconda categoria del Carnevale di Viareggio offrono uno spaccato potente e simbolico del nostro tempo, unendo spettacolo e riflessione.
Carri di prima categoria
“Nel campo dei miracoli", carro firmato da Jacopo Allegrucci, artista formatosi all’Accademia di Carrara, prende ispirazione dal mondo di Pinocchio. Protagonisti sono il gatto e la volpe che, tra alberi carichi di monete, illudono le persone promettendo successo e ricchezza facile. Il messaggio è chiaro: nulla nasce dal nulla e solo attraverso lavoro, studio e impegno è possibile costruire il proprio futuro.
Con “La gallina dalle uova d’oro” di Alessandro Avanzini – presente al Carnevale di Viareggio da diversi anni – porta in scena una dura critica politica. Al centro del carro campeggia Ursula von der Leyen, circondata da bombe e armamenti, intenta a rappresentare la militarizzazione dell’economia europea. L’opera denuncia l’abbandono degli ideali originari del Green Deal, fondati su pace e sostenibilità, a favore di una logica bellica sintetizzata nello slogan “armatevi e partite”.
Un messaggio di segno diverso arriva da “In bocca al lupo”, realizzato da Luca Bertozzi. Dal bosco emerge un imponente lupo che si staglia davanti a Cappuccetto Rosso, ma il riferimento alla fiaba viene ribaltato: il carro invita ad affrontare la vita con coraggio e ottimismo, anche di fronte alle difficoltà e ai pericoli.
La satira geopolitica domina con “I samurai del potere” di Luigi Bonetti. Tre giganteschi samurai con i volti di Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping si contendono il dominio mondiale: Putin come stratega deciso a restaurare la Grande Russia, Xi Jinping proiettato verso la supremazia economica e Trump incarnazione del caos e dell’imprevedibilità. Alle loro spalle, un drago simboleggia l’antico potere globale.
Con “The Last Hop(e) – Il cambiamento climatico è una bufala” , Massimo e Alessandro Breschi affrontano il tema ambientale. Le ninfee, che richiamano metaforicamente Monet, diventano simbolo della fragilità della Terra, minacciata dall’inquinamento e dalla negligenza dell’uomo. Il titolo provocatorio richiama il dibattito sul cambiamento climatico e chi continua a negarne l’esistenza.
Il carro “Nemmeno con un fiore”, realizzato da Umberto, Stefano e Michele Cinquini, lancia un messaggio forte contro la violenza e il possesso nei rapporti affettivi. Tra rovi di spine e fiori che sbocciano, due figure si amano, a sottolineare che “amare non è possedere”.
La memoria storica è al centro di “999”, opera di Carlo e Lorenzo Lombardi, padre e figlio. Ispirato alla leggenda giapponese delle mille gru di origami e alla storia di Sadako Sasaki, morta a dodici anni a causa delle radiazioni di Hiroshima, il carro si ferma simbolicamente al numero 999: un passo incompiuto che rappresenta, secondo gli autori, la pace che l’umanità non ha ancora raggiunto.
Con “Gran Casino. Rien ne va plus”, la famiglia Lebigre e Roger mette in scena un mondo trasformato in un enorme casinò governato dal Diavolo. I potenti scommettono su guerra e caos, mentre l’umanità, privata di diritti e voce, diventa una semplice pedina del loro gioco.
Chiude il percorso "Io vivo in questo momento" di Roberto Vannucci, presente al Carnevale di Viareggio dal 1999. Il carro invita a una riflessione intima e universale: vivere pienamente il presente con consapevolezza e gratitudine, sapendo che il passato non può essere cambiato e che il futuro dipende dalle azioni di oggi.
Carri di Seconda categoria
Con “Parità di genere”, Priscilla Borri porta in scena una riflessione su una questione ancora profondamente attuale: la discriminazione delle donne. Un percorso storico fatto di ostacoli e conquiste, dal diritto di voto all’abolizione del delitto d’onore, che non può dirsi concluso. Il carro sottolinea la necessità di un impegno culturale continuo per superare stereotipi e barriere e per garantire una reale equità e il pieno rispetto dei diritti.
Il carro "Native American Return", realizzato da Fabrizio e Valentina Galli, propone una forte immagine simbolica: un imponente guerriero azteco che si oppone al presidente statunitense Donald Trump. L’opera diventa così metafora della mobilitazione dei popoli indigeni in difesa della propria identità, libertà e memoria storica.
La protesta pacifica è al centro di “Non scendo più”, carro dell’artista siciliano Matteo Raciti. L’opera racconta la ribellione civile di chi rifiuta ingiustizie e disumanità, ispirandosi alla figura di Cosimo, protagonista de Il barone rampante di Italo Calvino, simbolo di una scelta radicale ma non violenta.
Chiude la seconda categoria “Carnevale futurista. Omaggio a Depero”, di Luca Tomei. Il carro celebra il ballo, la musica, l’arte e lo spettacolo, richiamando l’estetica di Fortunato Depero e del Futurismo, movimento che ha esaltato il dinamismo e il ritmo della vita moderna, sospesa tra equilibrio e follia.
Oltre ai tradizionali carri di prima e seconda categoria, il Carnevale di Viareggio ha visto sfilare numerosi gruppi e maschere singole, regalando al pubblico uno spettacolo colorato e variegato.
Le celebrazioni proseguiranno per tutto il mese di febbraio secondo il seguente calendario:
Sabato 7 febbraio, ore 17 – 2° Corso Mascherato Notturno
Giovedì Grasso 12 febbraio, ore 17 – 3° Corso Mascherato Notturno
Domenica 15 febbraio, ore 15 – 4° Corso Mascherato
Martedì Grasso 17 febbraio, ore 15 – 5° Corso Mascherato
Sabato 21 febbraio, ore 17 – 6° Corso Mascherato Notturno di Chiusura.






















