Un’esperienza culturale esclusiva che unisce arte, storia, gastronomia e socialità, tra un cappuccino e una focaccia genovese
Scopri il nuovo format delle "Colazioni d’Arte": un’immersione mattutina tra i tesori dei Musei Civici di Genova
A partire da questa mattina, la città di Genova si arricchisce di un innovativo appuntamento culturale ideato dall’Hotel Bristol Palace, uno dei simboli storici dell’ospitalità genovese nella centralissima Via XX Settembre. Si tratta di "Colazioni d’Arte", un format originale e coinvolgente che trasforma la prima colazione in un momento di scoperta, approfondimento e socializzazione, offrendo ai partecipanti l’opportunità di immergersi nelle meraviglie artistiche dei Musei Civici di Genova, prima che la giornata inizi ufficialmente.
Il progetto nasce con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare il patrimonio culturale cittadino attraverso un approccio fresco, immediato e accessibile, rivolgendosi sia a cittadini, professionisti, studenti, sia a turisti desiderosi di vivere un’esperienza autentica e coinvolgente. "Le nostre colazioni non sono più solo un momento di ristoro, ma diventano una porta d’ingresso nel cuore dell’arte e della storia genovese," afferma Giovanni Ferrando, Direttore dell’Hotel Bristol Palace.
Un’esperienza culturale breve, ma intensa: dalla prima opera al cuore della città
L’appuntamento inaugurale era fissato stamattina, mercoledì 6 maggio alle ore 8.15, presso il raffinato Bar Bistrot dell’Hotel Bristol Palace, situato al piano terra.
Qui, i partecipanti, me compreso, hanno potuto gustare una tradizionale colazione genovese, composta da focaccia, cappuccino e altre delizie locali, in un’atmosfera elegante e raccolta. A seguire, dalle 8.30 alle 9.00, ha preso il via il talk culturale condotto dal Professor Giacomo Montanari, storico dell’arte, divulgatore e docente di fama internazionale.
Il primo incontro, molto interessante, Montanari è bravissimo a coinvolgerti nei suoi racconti , era dedicato a un’opera simbolo del Museo di Palazzo Bianco :
"La tela di San Nicolosio" di Giovanni Andrea de Ferrari, un capolavoro che narra di un episodio importante della storia religiosa e artistica genovese, salvato dalla comunità locale e restituito alla vista pubblica grazie a un restauro collettivo. La conversazione si è sviluppata attorno alla descrizione dell’opera, ai suoi dettagli iconografici, alle tecniche pittoriche e alle storie che racchiude, coinvolgendo i partecipanti in un percorso di scoperta e analisi.
La pala d’altare raffigurante San Francesco, che presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Ludovico IX e Elisabetta, opera del 1637, versava in condizioni critiche di conservazione. Su impulso dello storico dell’arte e assessore Giacomo Montanari, e grazie a una sinergia tra istituzioni pubbliche e comunità locali, i genovesi hanno risposto con entusiasmo.
In sole due settimane è stata raccolta la somma necessaria per affidare il dipinto alle mani esperte di Nino Silvestri. Il risultato è una vera e propria rivelazione cromatica: i rossi vibranti e i blu profondi, cifre stilistiche di De Ferrari, sono tornati a pulsare con un’intensità che richiama Bernardo Strozzi e le eleganze fiamminghe di Van Dyck.
Giovanni Andrea De Ferrari: il “pittore degli affetti” tra Strozzi e Van Dyck
Nato a Genova nel 1598, Giovanni Andrea De Ferrari rappresenta la transizione della scuola genovese verso una maturità internazionale. Formatosi nella bottega di Bernardo Strozzi, ereditò un impasto cromatico denso e materico, e con lui sviluppò un linguaggio più intimo e naturalistico. L’arrivo a Genova di Anton van Dyck influenzò profondamente il suo stile, portandolo ad adottare una luce aristocratica e vibrante, capace di nobilitare anche i soggetti più devozionali.
De Ferrari si distinse per la capacità di infondere umanità quasi domestica nelle scene sacre, divenendo uno dei protagonisti del Seicento ligure.
La sua arte mescolava il realismo lombardo con la sontuosità cromatica barocca. La sua morte nel 1669 segnò la fine di un’epoca d’oro per la pittura genovese, di cui egli fu uno dei massimi interpreti.
L’opera, che nel 1804 era stata alterata con un ampliamento per adattarla alla chiesa di San Nicolosio, oggi ritrova grazie al restauro la sua coerenza originale, con lo Spirito Santo ricollocato nella posizione pensata dall’artista quasi quattro secoli fa.
"Colazioni d'arte" un format dinamico, coinvolgente e accessibile a tutti
L’obiettivo di "Colazioni d’Arte" è duplice: da un lato, promuovere la conoscenza e l’apprezzamento del patrimonio museale genovese, dall’altro, creare un momento di socialità e di riflessione condivisa. La formula prevede un breve spazio dedicato alla colazione, seguito da un talk che permette di approfondire l’opera protagonista, legandola al contesto storico e culturale del museo di appartenenza.
"L’arte non si limita alle cornici," sottolinea il Professor Montanari, "ma ha bisogno di spazi e occasioni nuove per incontrare le persone. Unire una tradizione così radicata come la focaccia genovese alla scoperta dei nostri capolavori civici significa rendere la cultura viva, accessibile e radicata nel tessuto sociale."
Per favorire la partecipazione degli ospiti internazionali, ogni incontro sarà arricchito da un sistema di traduzione simultanea digitale tramite QR Code, garantendo così un’esperienza inclusiva e globale.
Il calendario degli incontri: un viaggio tra musei, artisti e storie
Dopo l’appuntamento inaugurale, il ciclo di "Colazioni d’Arte" proseguirà con una serie di incontri programmati fino a giugno, ciascuno dedicato a opere e protagonisti della storia artistica genovese:
12 maggio: "Star fuori casa: il Ratto di Elena di Pierre Puget" – Museo di Palazzo Bianco
20 maggio: "Il Principe della Cultura: Oddone di Savoia e le civiche collezioni" – Collezioni Civiche
26 maggio: "Il San Sebastiano Lomellini: un capolavoro genovese di Filippino Lippi" – Museo di Palazzo Bianco
4 giugno: "Dal progetto all’affresco: Giovanni Battista Carlone tra San Siro e Palazzo Bianco" – Museo di Palazzo Bianco
9 giugno: "Stagioni barocche: Domenico Piola e Gregorio De Ferrari a Palazzo Rosso" – Museo di Palazzo Rosso
Tutti gli incontri sono gratuiti, ma è necessario prenotare, poiché i posti sono limitati. La partecipazione può essere riservata a chiunque desideri vivere un’esperienza culturale di qualità, in un contesto raffinato e stimolante.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare l’indirizzo email : bristolpalace@secnewgate.it.
Un’occasione imperdibile per riscoprire Genova e la sua arte
L’iniziativa "Colazioni d’Arte" rappresenta un ponte tra passato e presente, tra cultura e quotidianità. È un invito a riscoprire Genova come città di arte, storia e tradizione, attraverso un approccio innovativo e coinvolgente, capace di valorizzare le sue eccellenze culturali e di favorire l’incontro tra cittadini e visitatori.
L’Hotel Bristol Palace, con questa iniziativa, si conferma come uno dei principali promotori di iniziative culturali in città, rafforzando il suo ruolo di crocevia di idee, creatività e cultura, in sintonia con l’anima più autentica di Genova.
Genova, città d’arte e di storia: un patrimonio da riscoprire quotidianamente
In conclusione, "Colazioni d’Arte" rappresenta un’opportunità unica di vivere Genova in modo nuovo, tra tradizione e innovazione, tra arte e convivialità. Un modo per iniziare la giornata con il piede giusto, lasciandosi conquistare dai suoi tesori nascosti e dai racconti che rendono questa città un vero e proprio museo a cielo aperto.
Hotel Bristol Palace Genova
L’Hotel Bristol Palace è permeato di atmosfera Liberty, tra dettagli Art Nouveau ed eleganza inizio ‘900, forme sinuose e decorazioni a tema floreale, marmi policromi dei pavimenti e sontuosi salotti Napoleone III. Progettato dall’architetto Dario Carboni, fu inaugurato nel 1905. Al suo interno custodisce un audace scalone ellittico - che dal piano terra arriva all’ultimo piano - e che si dice abbia ispirato Alfred Hitchcock, più volte ospite dell’albergo, per la spirale di “Vertigo - La donna che visse due volte”.










