L’ultimo incontro con la stampa, questa mattina al Media Center di Milano, ha rappresentato un momento di riflessione, orgoglio e visione per il futuro di uno degli eventi sportivi più prestigiosi al mondo. Protagonisti dell’appuntamento sono stati il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e l’amministratore delegato Andrea Varnier, che hanno condiviso dati, risultati e ambizioni legate a questa storica manifestazione.
Qual è stato il bilancio ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026?
I primi commenti provenienti dai vertici organizzativi sono stati estremamente positivi. Giovanni Malagò, nel suo intervento, ha sottolineato come questa edizione abbia rappresentato un vero e proprio traguardo per l’Italia e il movimento olimpico internazionale. “L’attenzione e l’affetto dimostrato dal pubblico, le performance degli atleti e il successo mediatico sono stati oltre ogni aspettativa,” ha affermato Malagò. “Al termine della sessione del CIO, ho ricevuto una standing ovation che, come dico spesso, non si era mai vista nella storia delle Sessioni. Questo omaggio è rivolto a tutto lo staff, ai volontari e alle istituzioni che hanno lavorato con dedizione e passione per realizzare un’Olimpiade vincente.”
L’organizzazione si può definire un successo sotto molteplici aspetti. Andrea Varnier, amministratore delegato di Milano Cortina 2026, ha illustrato numeri e dati che testimoniano l’impegno e la portata del progetto. “Abbiamo adottato un modello innovativo di Giochi diffusi, coinvolgendo un’area di circa 22mila chilometri quadrati, un vero e proprio territorio olimpico esteso e poliedrico. In questa vasta regione si sono svolte 224 sessioni sportive, con oltre 740 medaglie assegnate in circa 900 ore di competizione. Questi numeri testimoniano la complessità e l’impegno logistico che abbiamo affrontato.”
Quali sono stati i principali risultati sportivi e organizzativi di Milano Cortina 2026?
Milano Cortina 2026 ha visto la partecipazione di 93 delegazioni nazionali, con tre Paesi alla loro prima esperienza ai Giochi Invernali: Benin, Guinea Bissau e Emirati Arabi Uniti. La presenza di atleti da tutto il mondo si è tradotta in un totale di 2.880 atleti, con una percentuale record del 47% di donne. Un risultato significativo che sottolinea la crescente inclusività e parità di genere nello sport invernale.
Gli atleti sono stati ospitati in tre Villaggi Olimpici – Milano, Cortina e Predazzo – oltre a undici hotel, offrendo un totale di 5.560 posti letto disponibili per atleti, staff e accompagnatori. Questa rete di strutture ha permesso di garantire un’esperienza di soggiorno di alta qualità, favorendo un’atmosfera di spirito olimpico autentico.
Le competizioni sportive hanno raggiunto un livello di partecipazione e spettacolarità senza precedenti. La cerimonia di apertura, aperta anche agli atleti dislocati sulle aree di montagna, ha riscosso grande entusiasmo. La presenza di un pubblico televisivo di età mediamente giovane rappresenta un segnale positivo per il futuro dello sport invernale e la crescita della sua audience tra le nuove generazioni.
Quali sono state le innovazioni organizzative di questa edizione?
Uno degli aspetti più innovativi di Milano Cortina 2026 è stato senza dubbio il modello dei Giochi diffusi. Questa strategia ha permesso di creare un evento olimpico distribuito su un vasto territorio, coinvolgendo molteplici località e comunità, e non concentrando tutto in un’unica area urbana. Questo approccio ha avuto il pregio di valorizzare le eccellenze locali e di promuovere un’esperienza più autentica e inclusiva per atleti e spettatori.
Inoltre, l’organizzazione ha raggiunto risultati importanti anche in termini di biglietteria. Con circa 1,3 milioni di biglietti venduti – circa l’88% della capacità totale – si è superata ogni aspettativa, confermando la forte domanda di partecipazione e coinvolgimento del pubblico.
Quali sono le principali eredità lasciate dai Giochi Milano Cortina 2026?
Il successo di questa edizione si riflette anche nelle eredità positive che lascerà alle città ospitanti e al Paese. Tra queste, spicca la decisione delle istituzioni locali di mantenere aperta al pubblico una pista di ghiaccio presso la Fiera di Rho, un segnale tangibile di come gli eventi olimpici possano contribuire a promuovere lo sport e uno stile di vita attivo anche al di fuori del periodo olimpico.
Le infrastrutture sportive sono state potenziate e valorizzate, creando un patrimonio che supporterà attività sportive e iniziative di promozione del benessere per gli anni a venire. La collaborazione tra enti pubblici e privati, così come l’attenzione alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza, sono stati elementi cardine di questa edizione, che si auspica possa essere un modello anche per future Olimpiadi.
Quali sono le prospettive future e le sfide per le prossime edizioni?
Il successo di Milano Cortina 2026 ha suscitato interesse internazionale, come testimonia la notizia pubblicata dal New York Times secondo cui New York sta considerando di candidarsi per una futura edizione dei Giochi Invernali, in collaborazione con Lake Placid. Questo esempio dimostra come il modello dei Giochi diffusi possa essere replicato e adattato a diverse realtà, contribuendo alla crescita e alla diffusione dello sport invernale globale.
Tuttavia, organizzare un’edizione olimpica di successo richiede un impegno continuo, in particolare nel settore dei trasporti, della logistica e della sostenibilità ambientale. La macchina organizzativa di Milano Cortina 2026 ha dimostrato di funzionare molto bene, ma le sfide future richiederanno innovazione, collaborazione e una visione a lungo termine.
Un’eredità duratura per Milano e l’Italia
L’edizione di Milano Cortina 2026 si è conclusa con una grande soddisfazione generale e con un’eredità che va ben oltre le medaglie vinte o i record stabiliti. La passione, l’impegno e la professionalità di tutti i soggetti coinvolti hanno permesso di creare un evento memorabile che resterà nella storia dello sport mondiale. La cerimonia di chiusura, prevista questa sera all’Arena di Verona, chiuderà ufficialmente questa straordinaria avventura, lasciando un segno indelebile nel cuore di tutti gli appassionati e nella memoria collettiva.










