Un inizio scoppiettante e ricco di spessore tecnico per la 78ª edizione della corsa che, da quest'anno, debutta ufficialmente sotto la nuova denominazione di Tour Auvergne-Rhône-Alpes. La prima frazione, la Vizille-Saint-Ismier di 146,2 chilometri, ha chiamato subito allo scoperto gli uomini di classifica a causa di un tracciato senza un attimo di respiro, caratterizzato da ben 3.160 metri di dislivello complessivo e dal durissimo finale sul GPM di prima categoria della Côte de Rousset.
A fare saltare il banco con un'azione d'altri tempi è stato il francese Alex Baudin (EF Education-EasyPost), capace di capitalizzare al meglio la fuga della prima ora per poi involarsi in solitaria verso una splendida vittoria. Dietro di lui, le pendenze della salita finale e le successive discese hanno ridisegnato i distacchi, premiando l'ottima strategia della Netcompany Ineos.
La cronaca della Tappa 1: la grande battaglia per la fuga di giornata
Le pendenze iniziali hanno infiammato la corsa fin dal principio. Nelle primissime battute un forcing promosso da Benjamin Thomas (Cofidis) ha provato a portare via un drappello di otto corridori, ma il gruppo principale ha ricucito lo strappo già al chilometro 16. Subito dopo, dal chilometro 19, è nata la vera azione di giornata che ha visto tra i grandi protagonisti Alastair Mackellar, Matteo Vercher e Clément Braz Afonso, ai quali si sono successivamente agganciati altri corridori di spessore tra cui Garcia Pierna, Samitier e lo stesso Alex Baudin.
Lungo l'esigente ascesa del Col de l’Arzelier la fuga ha perso pezzi, ma ha visto il formidabile rientro da dietro dello scalatore George Bennett (NSN), abile a formare un plotone di nove battistrada. A gestire l'inseguimento si è posta in blocco la Decathlon CMA CGM di Paul Seixas; la formazione francese ha dovuto rinunciare anzitempo a Matthew Riccitello (fermato da un virus intestinale nella notte), ma ha saputo comunque controllare con autorità il distacco dei fuggitivi intorno ai 2 minuti.
Il forcing sulla Côte de Quaix-en-Chartreuse e l'affondo solitario di Baudin
La corsa è entrata nella sua fase calda sulle rampe della Côte de Quaix-en-Chartreuse (2,3 km al 9,2% di pendenza media). Dopo il transito in vetta, Baudin, Bennett e Braz Afonso hanno innestato una marcia superiore isolandosi al comando. Il terzetto ha scollinato in perfetto accordo sul Col de Vence entrando negli ultimi 30 chilometri di gara con un vantaggio residuo di 1'20” sul plotone dei migliori.
Sulle pendenze della Côte de Rousset (8,2 km al 7.6%), posta a 20 chilometri dal traguardo, Alex Baudin ha rotto definitivamente gli indugi staccando i compagni di avventura. Dietro, il ritmo asfissiante imposto dalla Visma-Lease a Bike e dalla Decathlon ha ridotto il gruppo a una ventina di unità. Verso lo scollinamento si sono registrati i decisi contrattacchi di Kevin Vermaerke, Valentin Paret-Peintre e Isaac Del Toro, seguiti subito dopo da Matteo Jorgenson. Tutti questi tentativi ravvicinati sono stati però prontamente rintuzzati dagli inseguitori.
Il capolavoro Ineos a 6 km dall'arrivo e i distacchi in classifica generale
A 6 chilometri dalla conclusione, Kevin Vauquelin è riuscito a trovare il varco giusto per evadere dal gruppo dei big. Una mossa tattica perfetta che ha visto il fulmineo inserimento del suo compagno di squadra alla Netcompany Ineos, lo scozzese Oscar Onley, bravissimo a portarsi dietro un drappello di altri otto contrattaccanti (tra cui Luke Plapp).
Mentre sul traguardo di Saint-Ismier Alex Baudin celebrava la vittoria a braccia alzate anticipando di 32” il belga Ramses Debruyne, la coppia della Ineos e l'australiano Plapp tagliavano il traguardo con un drappello di inseguitori guadagnando 12 secondi preziosissimi su tutti gli altri diretti rivali per la classifica generale complessiva.
Ordine d'Arrivo Tappa 1 (Vizille - Saint-Ismier):
Alex Baudin (EF Education-EasyPost) – 146.2 km
Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) a 32"
Bisaux Leo (Decathlon CMA CGM) s.t.










