La Vuelta 2025 entra nel vivo delle sue asperità pirenaiche con una tappa emozionante, culminata con la vittoria di Juan Ayuso (UAE Team Emirates-XRG), che si riscatta dopo la delusione di ieri al traguardo di Pal e dimostra di essere uno dei talenti più promettenti del ciclismo internazionale. Certo Ayuso non ha un carattere facilissimo, sempre con quell'espressione da arrabbiato, difficilmente sorride, forse contagiato dal suo addetto stampa, non certo tra i più simpatici tra gli addetti incontrati nelle giornate piemontesi.
Per tre volte c'è stata negata l'intervista ad Ayuso, trascinato via dalla mix-zone, contrariamente a quanto successo con Vingegaard messo sempre a disposizione dal team nonostante indossasse la Maglia Roja. Avessi dovuto scommettere un centesimo bucato sulla vittoria di Ayuso oggi non lo avrei fatto. Sono stato smentito ! Meglio così, anche se la strada per arrivare a Madrid è ancora lunga.
La settima tappa della Vuelta 2025: un percorso tra Pirenei e emozioni forti
La settima tappa della Vuelta 2025, con partenza da Andorra la Vella e arrivo in cima a Cerler, si presentava come uno degli appuntamenti più impegnativi di questa edizione. Con un dislivello totale di 4.211 metri, il tracciato di 188 chilometri attraversava alcune delle salite più dure dei Pirenei catalani e aragonesi, tra cui i celebri Puerto di Cantó (1ª categoria), Creu de Perves e L'Espina (2ª categoria), per concludersi infine sulla scalata finale verso la località sciistica di Cerler, una salita di prima categoria che ha deciso le sorti della tappa.
Al via da Andorra la Vella 173 corridori, pronti a sfidare le asperità di questa tappa epica. La strategia si articola fin da subito: i corridori più offensivi cercano di guadagnare terreno, consapevoli che il successo potrebbe dipendere da una fuga o da un attacco deciso sulle rampe finali della settima frazione de La Vuelta 2025.
Il riscatto di Juan Ayuso: da delusione a protagonista assoluto
Dopo aver perso terreno nella tappa precedente a Pal, Juan Ayuso si riscatta con una prestazione di grande spessore. Originario di Alicante, il giovane portacolori dell’UAE Team Emirates-XRG ha dato prova di sfrontatezza e talento sulle lunghe distanze, innescando una fuga di dodici corridori lungo i primi 37,9 chilometri di salita verso Port del Cantó. La sua decisione di attaccare in questa fase critica ha segnato il punto di svolta della giornata.
Nel corso della salita verso Creu de Perves e successivamente L'Espina, Ayuso si è distinto per la sua forza e determinazione, mettendo in mostra tutte le sue qualità di scalatore. La fuga, composta da atleti di grande esperienza come Jay Vine (UAE Team Emirates-XRG) e altri specialisti di montagna, ha mantenuto un vantaggio di circa quattro minuti sotto il controllo della Bahrain-Victorious di Torstein Træen, che ha difeso con fermezza la maglia Roja.
L’attacco decisivo: la salita finale a Cerler
Il momento clou della tappa si è verificato a circa 11 chilometri dal traguardo, quando Juan Ayuso ha lanciato il suo attacco decisivo, dimostrando di essere un vero predatore di grandi salite. Solo l'italiano Marco Frigo (Israele-Premier Tech) è riuscito a seguire l’azione, ma si è dovuto arrendere a circa 9,5 km dalla vetta, lasciando spazio a Ayuso di conquistare la vittoria di tappa.
L’attacco finale di Ayuso si è rivelato irresistibile: con un’azione di grande classe, ha staccato tutti gli avversari, tagliando il traguardo in solitaria con un vantaggio di 1 minuto e 15 secondi su Raúl García Pierna (Arkéa-B&B Hotels), secondo classificato. La sua vittoria rappresenta il primo successo di tappa nella Vuelta a Espana per il promettente talento di Alicante, che ha dimostrato di saper affrontare le salite più dure con determinazione e classe.
La lotta per la classifica generale: Træen mantiene il comando
Nonostante la vittoria di Ayuso, Torstein Træen (Bahrain-Victorious) ha mantenuto la leadership della classifica generale, conservando un vantaggio di 2 minuti e 33 secondi su Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) e di 2 minuti e 41 secondi su Joao Almeida (UAE Team Emirates-XRG). La strategia dei favoriti si è svolta in modo cauto, con alcuni tentativi di attacco, bene anche oggi Giulio Ciccone, che però non sono riusciti a cambiare gli equilibri di una classifica ancora molto aperta.
Il percorso di questa tappa si è rivelato estremamente selettivo, con le salite decisive che hanno messo a dura prova le energie dei corridori e hanno favorito le fughe di lunga gittata come quella di Ayuso, il quale ha dimostrato di possedere una forza mentale e fisica di grande livello.
L’attesa per le prossime sfide: il calendario di questa Vuelta
Dopo questa giornata di intense emozioni, la Vuelta 2025 si prepara ad affrontare un breve ma intenso momento di transizione. La prossima tappa, in programma domani sabato, sarà dedicata ai velocisti, con 164,5 chilometri tra Monzón Templario e Saragozza. Questa frazione rappresenta un’occasione di respiro per i velocisti, ma la corsa si preannuncia comunque incerta, con possibilità di sorprese e di strategie di squadra che potrebbero cambiare le sorti di questa tappa.