Dopo la lunga cronometro di Massa, il Giro d’Italia entra in Liguria per due tappe consecutive che promettono spettacolo e tensione tattica. Non sono arrivi da alta montagna, ma il disegno del percorso e il momento della corsa suggeriscono giornate nervose, aperte agli attacchi e potenzialmente decisive sia per i cacciatori di tappe sia per gli uomini di classifica.
Mercoledì 20 Maggio – Tappa 11
Porcari (Paper District) – Chiavari | 195 km | 2.939 metri di dislivello
Il percorso nel dettaglio
Tappa molto movimentata, soprattutto nella seconda metà. L’avvio è quasi pianeggiante ma ricco di curve e cambi di direzione tra Lucca e Camaiore; poi il gruppo si immette sulla via Aurelia per una lunga cavalcata verso la Liguria.
Prima di entrare a La Spezia arriva una breve asperità, ma è dopo la città che la corsa cambia davvero volto: il Passo del Termine e il Colle di Guaitarola aprono le porte allo scenario spettacolare e impegnativo delle Cinque Terre, dove il continuo saliscendi può logorare le gambe e spezzare il ritmo del gruppo.
Dopo Sestri Levante si entra nel cuore tattico della tappa.
La Colla dei Scioli — 5,7 km al 6,4% con punte fino al 15% — rappresenta il punto chiave della giornata: una salita breve ma esplosiva, perfetta per gli scatti dei finisseur. Subito dopo arriverà anche la rampa di Cogorno, ultimo trampolino prima della discesa verso Chiavari.
Gli ultimi chilometri
Gli ultimi 5 km sono estremamente tecnici: una breve salita, seguita da una discesa veloce, introduce il gruppo dentro Chiavari attraverso alcuni passaggi stretti e impegnativi. L’ultimo chilometro è invece completamente piatto, su un rettilineo largo 8 metri.
I quasi 3.000 metri di dislivello accumulati durante la giornata peseranno enormemente. Non è una tappa per velocisti puri: le pendenze in doppia cifra della Colla dei Scioli e l’accelerazione finale di Cogorno rischiano di eliminare molti uomini veloci.
Scenario tattico.
È la classica frazione da fuga di qualità. Le squadre dei velocisti avranno enormi difficoltà a controllare la corsa e il finale sembra costruito su misura per attaccanti resistenti e corridori esplosivi.
Tra i nomi più interessanti ci sono
Giulio Ciccone, apparso brillante nelle tappe mosse di questo Giro e già protagonista nei primi giorni in maglia rosa, e Christian Scaroni, tra i corridori più continui della corsa nelle tappe vallonate. Attenzione anche a Jan Christen, molto aggressivo fin qui, e a Jhonatan Narváez, già vincitore di due tappe e perfetto per finali nervosi.Sul fronte classifica generale, difficilmente gli uomini di GC si daranno battaglia apertamente, ma il nervosismo potrebbe creare distacchi inattesi.
Giovedì 21 Maggio – Tappa 12
Imperia – Novi Ligure | 175 km | 2.131 metri di dislivello
Il percorso nel dettaglio
La tappa parte da Imperia e attraversa inizialmente l’entroterra ligure fino a Pieve di Teco, prima di tornare sulla via Aurelia. Da Albenga a Savona si pedala in senso opposto rispetto alla Milano-Sanremo, affrontando i celebri “capi” e numerosi attraversamenti urbani che renderanno la corsa nervosa e frammentata.
Dopo Savona il gruppo lascia il mare per affrontare il Colle Giovo e il Bric Berton, le due ascese che conducono verso la Pianura Padana. Da lì in avanti il percorso si addolcisce, ma i continui saliscendi e le strade strette manterranno alta la tensione fino all’arrivo di Novi Ligure.
Gli ultimi chilometri
Il finale è velocissimo. Gli ultimi 3 km sono quasi completamente rettilinei, interrotti soltanto da alcune rotatorie. L’ultima vera curva si trova addirittura a 3 chilometri dal traguardo: da quel punto in poi sarà una lunghissima volata di potenza pura.
Il rettilineo finale misura 2.800 metri, larghissimo e perfetto per i treni delle squadre dei velocisti.
Scenario tatticoQuesta è una tappa dal doppio volto. Nella prima parte costiera il vento e i continui cambi di direzione potrebbero creare ventagli e tensione. Poi il Colle Giovo e il Bric Berton offriranno l’occasione ideale ai fuggitivi per anticipare il gruppo.
Tuttavia il finale sembra favorire un arrivo allo sprint, a patto che le squadre dei velocisti riescano a controllare la corsa fin dalle prime ore.
In questo Giro Jonathan Milan non è ancora riuscito a trovare la vittoria di tappa in volata sprecando fin qua le occasioni avute: l'arrivo di Novi Ligure è senz'altro una delle ultime chance per il velocista. A difendere però la Maglia Ciclamino sarà Paul Magnier che fin qua ha dimostrato di essere l'uomo più veloce nello sprint. Novi Ligure, terra sacra del ciclismoArrivare a Novi Ligure significa entrare nella storia del ciclismo italiano.
Qui tutto parla di Costante Girardengo, il primo vero “Campionissimo”, nato proprio a Novi e simbolo dell’epopea eroica del ciclismo italiano.Ma Novi Ligure richiama inevitabilmente anche la figura di Fausto Coppi. Il Campionissimo visse a lungo in queste terre piemontesi e qui costruì parte della sua leggenda. Le strade tra Liguria e Piemonte sono un museo a cielo aperto della storia del ciclismo italiano: la Milano-Sanremo, il Giro e le grandi classiche hanno scritto pagine memorabili su queste strade.Per questo motivo l’arrivo di Novi Ligure ha sempre un sapore speciale: è un traguardo che profuma di tradizione, fughe epiche e grandi volate.
In ogni caso, le due tappe liguri arrivano in un momento delicatissimo del Giro: dopo la cronometro e prima delle grandi montagne, saranno giornate in cui molti corridori proveranno a sorprendere i favoriti, sfruttando percorsi nervosi e difficili da controllare. Ed è proprio in tappe così che spesso nasce il vero spettacolo del Giro d’Italia.










