Berlusconi ed il Milan, una storia d'amore che dura da 30 anni e che ieri è stata celebrata a Milanello. Immancabile l'arrivo di Silvio Berlusconi in elicottero. Ad attenderlo sul prato del centro sportivo, la figlia Barbara ed Adriano Galliani, fuori le telecamere piazzate per "rubare" le immagini dell'arrivo. Per chi, come me , frequenta Milanello dall'autunno 1996, tanti i ricordi che sono venuti in mente a partire da quei sabati dove l'arrivo di Berlusconi era un rito da consumare tutti assieme nella Sala del Camino, con il Presidente che parlava a ruota libera, seduto sul divano, circondato da noi giornalisti. Il crepitio del fuoco nel caminetto rendeva quei momenti davvero magici, oltre che divertenti nell'ascoltare storie ed annedoti di un calcio che, ahimè, non c'è piu.Di questo poi vi racconto dopo, torniamo ad ieri con il trasferimento in bus nella Club House, con i saluti e gli auguri a Sinisa Mihaijlovic ( ieri era il suo compleanno ) e con il Presidente Berlusconi che ha apprezzato la torta realizzata in onore del trentennale dell'acquisizione del Milan e ha ringraziato Francesco Manico, autore della torta stessa. Il tempo di consumare il pranzo con i giocatori e poi , Berlusconi ha radunato la squadra nella Sala del Camino per la classica foto di rito con la torta celebrativa dei 30 anni rossoneri.
A quel punto il presidente Berlusconi ha tagliato la torta che è stata poi servita dai camerieri di Milanello a tutti i protagonisti dello scatto fotografico. Successivamente il brindisi chiamato dal Presidente che ha rivolto un ringraziamento particolare ad Adriano Galliani e l'augurio di veder tornare il Milan ad alti livelli. Silvio Berlusconi si è poi rivolto ai giocatori: "Vi auguro di realizzare tutti i progetti futuri che avete nella vostra mente e nel cuore".Tutto questo è successo a porte chiuse, complici quei diritti televisivi che, se da una parte hanno arricchito le società, dall'altra parte hanno cambiato radicalmente in peggio il modo di lavorare di noi giornalisti, soprattutto quelli che, come me, lavorano in tv. Questo ormai succede in tutte le squadre e su tutti i campi di allenamento di serie A. Per soffermarmi su Milanello, ieri blindatissimo, ricordo con piacere quelli che considero gli anni d'oro non solo di quel Milan che dominava il Mondo, ma del nostro, mio modo di lavorare ai campi. A prescindere dal fatto che allora, sino al 2001, LA7 non si chiamava così ma era la vecchia e cara TMC Telemontecarlo che, dello sport faceva il proprio fiore all'occhiello, l'accesso a Milanello era una pacchia. Si poteva pranzare dentro il centro sportivo, nella sala da pranzo di fronte a quella degli atleti ma alcune volte, almeno due, se la memoria non mi inganna, mi è capitato di sedere nello stesso tavolo con i giocatori ed il tecnico, ricordo divertenti ed interessanti chiaccherate con Carlo Ancelotti, anche se io essendo allora uno degli ultimi arrivati in casa Milan, non osavo più di tanto. Ricordo un'altra volta un pranzo con Shevchenko, giocatore di cui ero segretamente innamorato, praticamente ero talmente emozionato che non riuscii a dire più di quattro parole in croce a tavola. Senza dimenticare tutte le persone che si sono succedute a Milanello e che ancora ci sono , ce ne è una che voglio salutare e ringraziare per tutti questi anni che mi ha "sopportato" ed è il mitico Ugo Allevi, dell'Ufficio Stampa AC Milan . Non me ne vogliano gli altri ma Ugo è la persona che conosco da quasi vent'anni, da quando arrivai a TMC in quel lontano settembre 1996. Che belli quegli anni, potevi chiedere direttamente ai giocatori chi aveva voglia di parlare quel giorno, notare che si andava a Milanello quasi tutti i giorni e, se non ero io , era un altro collega di TMC. C'era la zona lavanderie, dove ci si metteva in attesa del passaggio dei giocatori che avevano finito l'allenamento, al termine della giornata, avevi tante interviste che potevi pure scegliere cosa e chi mandare in onda... ! In casi fortunati le dichiarazioni di un giocatore che avevi fatto solo tu, potevi tenerle per i giorni successivi... Davvero altri tempi che la nuovissima generazione di giornalisti 2.0 neppure immagina, notare che non stiamo parlando della preistoria, visto che eravamo in piena era Berlusconi.
Ci sarebbero un sacco di aneddoti da raccontare, ma questi ve li scriverò un'altra volta. Tornando al presente, finiti tutti i festeggiamenti il Presidente del Milan Silvio Berlusconi ha voluto incontrare, salutare e ringraziare i giornalisti nella Sala Conferenze di Milanello, con i soli colleghi della carta stampata abilitati a porre domande. Ca va sans dire che, nonostante siano molti anni, 30 per l'esattezza da quel 20 febbraio 1986, il carisma di Berlusconi è rimasto immutato:"Abbiamo ancora il sogno di un Milan tutto italiano, abbiamo tanti giovani italiani in difesa, per la proliferazione degli stranieri ci manca solo qualche attaccante. Anche se per il momento abbiamo Bacca che è un realizzatore implacabile. Ci sono tante riforme da me proposte in questi 30 anni che hanno avuto successo fra cui la formula della Champions League. Manca ancora se ci penso il tempo bloccato come nel basket quando si ferma il gioco o anche un Campionato Europeo cui prendano parte i grandi Club della più pura tradizione europea."
"Ci siamo dati con Mr. Bee 3 scadenze ultimative che non siamo riusciti a rispettare per via del crollo delle borse asiatiche. Ma a noi lui piace molto e piace il suo piano di commercializzazione del brand Milan in Cina. Abbiamo tralasciato altre offerte perchè comportavano solo una ricerca di popolarità".Terminata la conferenza stampa ci sono stati momenti di puro divertimento con i numerosi aneddoti e barzellette raccontate dal Presidente Berlusconi, che a dispetto dei suoi 79 anni di età conserva l'entusiasmo e la grinta di un ragazzino. Ovviamente non poteva mancare la classica foto di gruppo con i giornalisti per ricordare questa data importantissima. Sono in attesa di ricevere la foto da parte dell'Ufficio Stampa Ac Milan, in modo da poterla pubblicare qui sul mio sito.Queste invece sono le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Berlusconi, in esclusiva, a Milan Channel:"Prendere il Milan è stata una grande responsabilità nei confronti di mio padre e della storia del Milan. Oggi a Milanello mi sono ricordato di quando sono entrato la prima volta. Ritenni opportuno di fare dei progetti per portarmi ad essere protagonista nei miei anni. Dopo il primo anno con un allenatore che non avevo scelto io trovai sul mercato Arrigo Sacchi e abbiamo preso la decisione di prenderlo come nostro allenatore. Dovevamo vincere il Campionato, l’anno dopo la Coppa dei Campioni e quello ancora dopo la Coppa Intercontinentale. Siamo diventati poi il club più titolato al mondo. 5 vittorie su 8 finali, ho provato ad essere il Presidente che ha vinto di più. La mia vita è rimasta quella dell’imprenditore e uomo di politica ma il Milan ha un posto speciale nel mio cuore"." Presidente Berlusconi avrebbe preferito sedersi in panchina? " La mia risposta, in panchina, ma anche in campo! Nel 1988 segnò due volte Virdis e una volta Van Basten. Cercherò di convincere Mihajlovic ad una motivazione speciale ai ragazzi. Ho parlato con lui ed i ragazzi. La situazione è complicata. Il Napoli ha perso due trasferte, di cui una immeritata a Torino contro la Juventus. Hanno la necessità di risorgere. Se vincono possono agganciare la testa della classifica. Devono farsi perdonare dal proprio pubblico, quest'ultimo motivato e straordinario. Il Milan si trova molto sfortunato. Dobbiamo mettere in campo altrettanta motivazione. Io ci ho parlato con i ragazzi per inculcare questo, adesso ci deve mettere anche l'allenatore. Il Milan ha avuto una serie infinita di campioni e ce li siamo sempre goduti. Nessuno come noi ha visto così tanti fuoriclasse, che hanno portato risultati e bel gioco. Ci siamo conquistati così la primazia nel mondo. Sono sempre stato legato ai miei campioni. Come un fratello maggiore, come un padre, come un nonno. Nei primi anni di presidenza sono sempre stato vicino ai loro problemi quotidiani. Di rassicurarli e di motivarli e di insegnare a loro come garantirsi negli investimenti. Ho sempre mantenuto molti contatti anche successivamente. Ho sentito da poco Sheva e mi da informazioni dirette sullo stato delle cose in Ucraina. Ci sono varie problematiche. Per me è una fonte di informazione molto importante per quello che accade in quel paese".
"Il Milan ha un dovere, un obbligo, deve restare tra i protagonisti del calcio mondiale. Per fare questo si deve entrare in concorrenza con quei club che sono di proprietà di soci che hanno infinite possibilità finanziare quasi tutte derivanti dal petrolio. E per questo motivo abbiamo sentito l'esigenza di ampliare la nostra base economica e quindi abbiamo da un anno questa negoziazione con Mr. Bee che è in corso che prevede la commercializzazione del brand Milan nei paesi orientali soprattutto in Cina. Stiamo parlando da tempo con Mr Bee che ha quest'idea di commercdializzare il brand Milan in Cina dove abbiamo tantissimi tifosi. E' importante per noi avere questo incremento di capitale, per avere la possibilità di investire così tanto per comprare quei campioni per essere competitivi. Abbiamo 6 giocatori che vengono dal nostro vivaio, tutta la difesa che è italiana così come la mediana. In attacco di italiani molto bravi non ce ne sono, i molti stranieri che giocano in Italia hanno chiuso la strada agli italiani in quel ruolo. Il Milan dovrà essere competitivo nel mondo. Costruire un nuovo ciclo con una squadra di giovani, che possano essere per tanto tempo titolari nel Milan, ad esempio Donnarumma, De Sciglio, Locatelli. Nell'attacco abbiamo un fuoriclasse italiano che si chiama Bonaventura che è un numero 10 predestinato. Dobbiamo acquisire due attaccanti, uno potrebbe essere Balotelli se diventasse saggio, l'altro invece sarebbe da trovare. La volontà assoluta è di vincere, di far quadrare i bilanci. Uno squadra che non può spendere più di 100 milioni di euro non credo possa essere competitiva. Vorrei dire a tutti i tifosi rossoneri, che tutti noi, come diceva mio padre, abbiamo il Milan stampato nel nostro cuore, il calcio è la metafora della vita, il Milan è l'esempio di questi ragazzi che scendono in campo e che devono essere padroni del campo e padroni del gioco e devono vincere convincendo gli altri, con la passione, con il bel gioco e con la lealtà. Credo che il Milan possa essere una grande scuola e debba e possa essere una grande, grandissima scuola da cui tutti abbiamo da imparare e con la quale possiamo essere sereni e felici".
Un ringraziamento particolare all' Ufficio Stampa AC Milan per la preziosissima collaborazione.