La città di Genova si conferma ancora una volta come protagonista indiscussa del panorama culturale internazionale grazie all’eccezionale successo dell’edizione primaverile dei Rolli Days 2026, manifestazione che celebra il ventennale del riconoscimento UNESCO dei Palazzi dei Rolli come Patrimonio dell’Umanità. Con oltre 70.000 visitatori registrati in appena tre giorni, questo evento si distingue come il principale appuntamento della stagione culturale genovese, attirando pubblico da tutta Italia e dall’estero, e rafforzando l’immagine della città come capitale europea della storia, dell’arte e dell’architettura rinascimentale e barocca.
Un’edizione da record: “Condividere è proteggere” celebra il patrimonio UNESCO di Genova
L’edizione 2026 dei Rolli Days, dedicata al tema “Condividere è proteggere”, ha rappresentato un momento di riflessione e celebrazione per il patrimonio storico e artistico genovese, patrimonio riconosciuto dall’UNESCO nel 2006. Il successo di questa manifestazione testimonia il forte appeal dei Palazzi dei Rolli, resi accessibili e vivaci grazie a un’organizzazione che coniuga tradizione e innovazione, cultura e partecipazione.
Tra venerdì 27 e domenica 29 marzo, i visitatori hanno avuto l’opportunità di immergersi nelle meraviglie di uno dei più imponenti sistemi di residenze patrizie del Mediterraneo, simbolo di un passato di grande splendore e di un presente che mira a tramandare e valorizzare questa eredità. La partecipazione ha registrato un aumento del 16,4% di visitatori tra i giovani tra i 26 e i 35 anni, segno di un rinnovato interesse tra le nuove generazioni per la storia e l’arte genovese.
Un pubblico internazionale e un forte coinvolgimento dei giovani
L’analisi dei dati demografici rivela come il pubblico dei Rolli Days sia diventato sempre più eterogeneo e internazionale. La provenienza dei visitatori ha coinvolto ben 92 province italiane, oltre a una significativa presenza di pubblico straniero, testimoniando la forte attrattività del patrimonio genovese. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha sottolineato come “investire sulla valorizzazione del patrimonio storico e artistico significhi rafforzare l’identità di Genova e accrescerne l’attrattività a livello globale”.
“Il messaggio di questa edizione, ‘Condividere è proteggere’, ha trovato vasta risposta in una partecipazione ampia e trasversale, che conferma come la cultura possa essere un potente motore di crescita turistica, economica e sociale per l’intera città”, ha dichiarato la prima cittadina, evidenziando l’importanza di continuare su questa strada.
Innovazione e inclusione: aperture straordinarie e nuove attrattive
Tra le novità di questa edizione, spiccano l’apertura di site mai visitati prima, come la Badia di Sant’Andrea, complesso monastico di Cornigliano, e la Grotta Pavese Doria, uno degli esempi più raffinati di grotte polimateriche del Cinquecento, appartenenti alle ville e ai giardini storici di Genova. Questi siti, spesso ignorati o trascurati, hanno attirato l’interesse di numerosi visitatori, confermando l’efficacia di una strategia di valorizzazione basata sulla scoperta e sulla tutela del patrimonio meno conosciuto.
L’attenzione si è concentrata anche sui monumenti più iconici, come Palazzo Rosso, Palazzo Tobia Pallavicino, Palazzo Nicolosio Lomellino e Palazzo Bianco, che costituiscono il cuore del sistema dei Musei di Strada Nuova. La loro visita rappresenta un esempio di come la sinergia tra istituzioni e operatori privati possa creare un’offerta culturale di elevata qualità, capace di coinvolgere un pubblico variegato e di promuovere un turismo culturale sostenibile.
Formazione e divulgazione: i protagonisti della cultura genovese
Un elemento distintivo di questa edizione è stato il coinvolgimento di oltre cento divulgatori scientifici provenienti da tutta Italia, professionisti delle humanities che hanno saputo rendere accessibile e coinvolgente il patrimonio storico e artistico di Genova. La presenza di esperti ha rappresentato un vero e proprio valore aggiunto, favorendo un dialogo tra pubblico e patrimonio, e contribuendo a consolidare l’immagine di Genova come città della cultura e della ricerca.
Inoltre, l’evento ha visto il grande successo di “Rolli Live”, i flash mob musicali che hanno animato via Garibaldi per due giorni, con esibizioni di artisti locali e momenti dedicati all’omaggio a Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani. La musica ha così incontrato la patrimonio storico, creando atmosfere uniche e suggestive. L’iniziativa “Open Piano – A Piano for All”, con due pianoforti disponibili in modo libero in corrispondenza di Palazzo Tursi e Palazzo Lercari Parodi, ha permesso a cittadini e visitatori di lasciarsi coinvolgere dall’arte musicale, rafforzando il legame tra cultura e comunità.
La forza del sistema museale e l’impegno per un futuro sostenibile
La partecipazione crescente ai Palazzi dei Rolli testimonia la forza del sistema museale genovese, che si conferma come uno degli asset più preziosi della città. La strategia di valorizzazione, volta a promuovere la conoscenza e la partecipazione attiva, si traduce in un incremento dei visitatori e in una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio storico.
L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha sottolineato come “questa edizione dimostra che investire in qualità, ricerca e divulgazione è la strada per una cultura viva, inclusiva e sostenibile”. La volontà è di continuare a coinvolgere i giovani professionisti e le nuove generazioni, affinché il patrimonio genovese possa essere tramandato e valorizzato nel tempo.
Verso un futuro di crescita e innovazione
L’ottima riuscita dei Rolli Days 2026 rappresenta un punto di partenza per ulteriori strategie di promozione e tutela del patrimonio culturale genovese. La volontà è di ampliare ulteriormente l’offerta, coinvolgendo anche nuovi segmenti di pubblico e promuovendo percorsi di formazione e sensibilizzazione.
L’assessora al Turismo Tiziana Beghin ha evidenziato come “questa manifestazione abbia dimostrato che Genova può essere una destinazione culturale di livello nazionale e internazionale, capace di generare valore e di contribuire alla destagionalizzazione del turismo, valorizzando anche luoghi meno conosciuti e promuovendo uno sviluppo sostenibile e diffuso”.










